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	<description>Corsi formazione emergenza-urgenza</description>
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		<title>Ictus Acuto: il Tempo è Cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<p>L’ictus acuto rappresenta una delle principali emergenze neurologiche tempo-dipendenti. <br />Ogni minuto senza trattamento comporta la perdita di milioni di neuroni e aumenta il rischio di disabilità permanente o morte. Per questo motivo il riconoscimento precoce dei sintomi, l’attivazione immediata del sistema di emergenza e il rapido accesso a un centro specializzato sono fondamentali.<br />Secondo le più recenti linee guida internazionali, la gestione dell’ictus deve essere rapida, coordinata e standardizzata, coinvolgendo sia il sistema di emergenza territoriale (EMS) sia lo Stroke Team ospedaliero.</p>
<h3>Cos’è l’Ictus?</h3>
<p>L’ictus è un’improvvisa alterazione della funzione cerebrale causata da un’interruzione del flusso sanguigno al cervello. <br />Quando il cervello non riceve ossigeno e nutrienti adeguati, le cellule nervose iniziano rapidamente a danneggiarsi. La rapidità dell’intervento terapeutico influenza direttamente la possibilità di recupero neurologico del paziente.</p>
<h3>Principali Tipi di Ictus</h3>
<h4>Ictus Ischemico</h4>
<p>L’ictus ischemico rappresenta circa l’87% di tutti gli ictus. È causato dall’occlusione di un’arteria cerebrale da parte di un trombo o di un embolo, con conseguente riduzione o interruzione del flusso sanguigno in una specifica area del cervello. <br />È il tipo di ictus che può beneficiare maggiormente delle terapie di riperfusione, come:</p>
<ul>
<li>trombolisi endovenosa con alteplase</li>
<li>trombectomia meccanica endovascolare</li>
</ul>
<h4>Ictus Emorragico</h4>
<p>L’ictus emorragico rappresenta circa il 13% dei casi ed è causato dalla rottura di un vaso sanguigno cerebrale con sanguinamento nel tessuto cerebrale circostante.<br />In questi pazienti la terapia fibrinolitica è controindicata e il trattamento è orientato al controllo dell’emorragia, della pressione intracranica e delle complicanze neurologiche.</p>
<h4>Segni e Sintomi da Riconoscere Subito</h4>
<p>Il riconoscimento precoce dell’ictus è essenziale per ridurre il tempo tra insorgenza dei sintomi e trattamento.<br />I principali segni di allarme includono:</p>
<ul>
<li>debolezza o paralisi improvvisa di un lato del corpo</li>
<li>asimmetria facciale</li>
<li>difficoltà nel parlare o comprendere</li>
<li>alterazioni improvvise della vista</li>
<li>perdita di equilibrio o coordinazione</li>
<li>confusione improvvisa</li>
<li>cefalea intensa improvvisa senza causa apparente</li>
</ul>
<p>Nell’ictus ischemico il tempo rappresenta il fattore prognostico più importante. Le attuali linee guida sottolineano che ogni ritardo nella riperfusione aumenta l’estensione del danno cerebrale e riduce le possibilità di recupero funzionale.</p>
<p>Per questo motivo è fondamentale:</p>
<ul>
<li>chiamare immediatamente il 112/118</li>
<li>non attendere che i sintomi passino spontaneamente</li>
<li>non trasportare autonomamente il paziente quando è disponibile il sistema di emergenza</li>
</ul>
<p>L’attivazione precoce dell’EMS consente:</p>
<ul>
<li>identificazione rapida dell’ictus</li>
<li>valutazione neurologica iniziale</li>
<li>preallertamento dello Stroke Center</li>
<li>riduzione dei tempi di trattamento</li>
</ul>
<h4>Gestione Pre-Ospedaliera dell’Ictus</h4>
<p>La fase pre-ospedaliera è cruciale e rientra nelle competenze dell’operatore ACLS e del sistema EMS. <br />Le principali azioni comprendono:</p>
<ul>
<li>valutazione di vie aeree, respirazione e circolo (A-B-C)</li>
<li>somministrazione di ossigeno se necessario</li>
<li>esecuzione dello screening neurologico</li>
<li>controllo della glicemia</li>
<li>determinazione dell’ora di esordio dei sintomi</li>
<li>utilizzo di scale validate come FAST, CPSS, NIHSS, RACE o LAMS</li>
<li>trasporto rapido allo Stroke Center più appropriato</li>
<li>pre-allertamento ospedaliero</li>
</ul>
<p>Le scale pre-ospedaliere (es. FAST, CPSS) consentono di identificare rapidamente i pazienti con sospetto ictus e stimare la gravità neurologica, migliorando i tempi di accesso alle terapie riperfusive.</p>
<h4>Diagnosi Ospedaliera e Target Stroke</h4>
<p>Una volta arrivato in ospedale, il paziente deve essere valutato immediatamente dallo Stroke Team.<br />Le best practice internazionali prevedono:</p>
<ul>
<li>valutazione iniziale entro 10 minuti</li>
<li>TC o RM encefalo entro 20 minuti</li>
<li>interpretazione imaging entro 45 minuti</li>
<li>inizio trombolisi entro 60 minuti dall’arrivo (“door-to-needle”)</li>
</ul>
<p>L’iniziativa internazionale “Target: Stroke” promuove la riduzione dei tempi di trattamento per migliorare gli outcome neurologici dei pazienti con ictus ischemico acuto.</p>
<h3>Trattamento dell’Ictus Ischemico</h3>
<h4>Trombolisi Endovenosa</h4>
<p>La trombolisi con alteplase permette di sciogliere il coagulo responsabile dell’occlusione arteriosa.<br />È generalmente indicata:</p>
<ul>
<li>entro 3 ore dall’esordio dei sintomi</li>
<li>fino a 4,5 ore in pazienti selezionati</li>
</ul>
<p>Prima del trattamento è indispensabile escludere la presenza di emorragia cerebrale mediante TC o RM.</p>
<h4>Trombectomia Meccanica</h4>
<p>La trombectomia meccanica consiste nella rimozione endovascolare del trombo mediante dispositivi dedicati.<br />Può essere effettuata:</p>
<ul>
<li>entro 6 ore nei casi standard</li>
<li>fino a 24 ore in pazienti selezionati con occlusione di grandi vasi e presenza di penombra ischemica recuperabile</li>
</ul>
<p>I migliori risultati clinici si ottengono quando la riperfusione avviene nel minor tempo possibile.</p>
<h3>Obiettivi del Trattamento</h3>
<p>L’obiettivo principale della terapia dell’ictus ischemico è:</p>
<ul>
<li>ripristinare rapidamente il flusso sanguigno cerebrale</li>
<li>salvare la penombra ischemica ancora vitale</li>
<li>ridurre mortalità e disabilità</li>
<li>migliorare il recupero neurologico e funzionale</li>
</ul>
<h3>La Catena della Sopravvivenza dell’Ictus</h3>
<p>La gestione moderna dell’ictus si basa su una vera e propria “catena della sopravvivenza”, che comprende:</p>
<ol>
<li>riconoscimento precoce dei sintomi</li>
<li>attivazione immediata del sistema di emergenza</li>
<li>identificazione e triage rapido da parte dell’EMS</li>
<li>diagnosi e trattamento tempestivo nello Stroke Center</li>
</ol>
<p>Ogni anello della catena è fondamentale per migliorare la prognosi del paziente.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>L’ictus acuto è un’emergenza neurologica in cui rapidità, organizzazione e competenza fanno la differenza tra recupero e disabilità permanente.</p>
<p>Riconoscere subito i sintomi, attivare tempestivamente il 112/118 e raggiungere rapidamente uno Stroke Center consente di accedere alle moderne terapie riperfusive e aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza e recupero neurologico.</p>
<p>Riconoscere presto, attivare subito, trattare rapidamente salva cervello e vita.</p>
		</div>
					</div>

	

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<p>Aggiornato: 10/05/2023<br />Sviluppato da: ER-Academy<br />Documento di interesse: specifico<br />Relatore: Mattia Bruni</p>
<a href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/ictus-2.pdf" target="_blank" class="button primary is-outline lowercase" rel="noopener" >
		<span>Scarica PDF</span>
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		<title>Valutazione iniziale del Bambino (PAT)</title>
		<link>https://eracademy.it/valutazione-iniziale-del-bambino-pat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it/valutazione-iniziale-del-bambino-pat/">Valutazione iniziale del Bambino (PAT)</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it">ER Academy</a>.&lt;/p&gt;</p>
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				<div class="col-inner"  >
			
			
<h2>Valutazione iniziale del bambino</h2>
<p>Riconoscere precocemente i segnali critici può fare la differenza tra un intervento tempestivo e un peggioramento delle condizioni. <br />La valutazione pediatrica si basa su un’osservazione rapida ma attenta, capace di cogliere i primi segni di deterioramento anche quando non è presente un’emergenza evidente. <br />I primi secondi, infatti, sono fondamentali per orientare le decisioni cliniche.<br />Uno degli strumenti più efficaci in questa fase è il Pediatric Assessment Triangle (PAT), un metodo visivo che consente una valutazione immediata senza l’uso di strumenti. Il PAT si basa su tre elementi chiave: <em>aspetto generale, respirazione e circolazione.</em></p>
<ul>
<li>L’aspetto generale rappresenta il miglior indicatore dello stato fisiologico del bambino.<br />Attraverso il modello TICLS si osservano il tono, l’interazione, la consolabilità, lo sguardo e il pianto o la parola.<br />Eventuali alterazioni in questi parametri possono indicare una compromissione neurologica o sistemica.</li>
</ul>
<ul>
<li>La valutazione della respirazione permette di identificare precocemente eventuali difficoltà.<br />È importante osservare la posizione del bambino, lo sforzo respiratorio come rientramenti o uso dei muscoli accessori e la presenza di rumori respiratori anomali, come stridore, sibili o grunting.<br />Un aumento del lavoro respiratorio può essere il segnale di un’insufficienza respiratoria in evoluzione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Anche la circolazione fornisce indicazioni cruciali. Il colorito cutaneo può rivelare alterazioni dello stato circolatorio: pallore, marezzatura, cianosi o arrossamento della cute sono segnali che possono indicare ipoperfusione, ossigenazione inadeguata o condizioni di shock.</li>
</ul>
<p>È importante sottolineare che anche una sola anomalia rilevata nel PAT è sufficiente per considerare il bambino a rischio. In questi casi è necessaria una valutazione più approfondita e un intervento tempestivo.</p>
<p>Quando uno degli elementi del PAT risulta alterato, la valutazione non è più solo descrittiva, ma diventa immediatamente decisionale. Il bambino passa da una condizione “da osservare” a una condizione “da gestire”. Questo implica l’attivazione immediata di una sequenza operativa basata su tre passaggi fondamentali: valutazione, identificazione e intervento.</p>
<p>La valutazione deve essere rapida e mirata, iniziando dalla sicurezza della scena, proseguendo con l’osservazione tramite PAT e con una valutazione primaria secondo l’approccio ABCDE, fino alla raccolta dei principali dati clinici. <br />Segue la fase di identificazione, in cui si definisce il problema, si valuta la gravità e si considera il possibile coinvolgimento di più sistemi.<br />Infine, si passa all’intervento, che deve essere tempestivo e proporzionato alla criticità: gestione delle vie aeree, somministrazione di ossigeno, supporto ventilatorio, attivazione del sistema di emergenza, rianimazione cardiopolmonare se necessaria, e somministrazione di farmaci o liquidi.<br />In tutto questo processo, il tempo è un fattore determinante: attendere una diagnosi completa prima di intervenire può compromettere l’esito clinico.<br />Un aspetto fondamentale è la rivalutazione continua. Le condizioni del bambino possono evolvere rapidamente, per cui dopo ogni intervento è necessario riesaminare respirazione, colorito e stato mentale.<br />La gestione del paziente pediatrico è infatti un processo dinamico, che richiede attenzione costante e capacità di adattamento.<br />Concetti chiave: osservare attentamente, intervenire tempestivamente e rivalutare continuamente.</p>
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		</div>
					</div>

	

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<p>Aggiornato: 10/05/2026<br />Sviluppato da: ER-Academy<br />Documento di interesse: specifico<br />Relatore: Mattia Bruni</p>
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					</div>

	
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		<title>Farmaci dell’Emergenza</title>
		<link>https://eracademy.it/farmaci-dellemergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 16:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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	<div id="col-1465184049" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<h5><strong>Adrenalina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: (α) vasocostrittore, aumento PA, (β1) stimolante cardiaco ↑  frequenza e contrattilità cardiaca, β2) broncodilatatore, antiedemigena, ↓ secrezioni</li>
<li>Indicazioni: anafilassi, shock anafilattico, edema glottide, broncospasmo da anafilassi, arresto cardiaco, pre-arresto con grave instabilità</li>
<li>Controindicazioni: nessuna assoluta nelle emergenze salvavita; cautela in tachiaritmie, cardiopatia ischemica</li>
<li>Somministrazione: IM(anafilassi), EV boli, EV infusione (pre-arresto,shock), EV in bolo rapido (arresto cardiaco), Aerosol (edema alte vie aeree)</li>
</ul>
<h5><strong>Amiodarone</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: antiaritmico classe III, prolunga QT, rallenta conduzione e automatismo</li>
<li>Indicazioni: TV/FV refrattaria a defibrillazione, FA recente da cardiovertire, tempesta aritmica, tachicardie ventricolari</li>
<li>Controindicazioni: QT lungo/torsioni di punta, allergia iodio, bradicardia grave, blocchi AV avanzati, ipotensione severa</li>
<li>Somministrazione: EV lenta/infusione in glucosata 5%, sotto monitor ECG e PA</li>
</ul>
<h5><strong>Lidocanina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: antiaritmico classe IB, reduce automatismo ventricolare</li>
<li>Indicazioni: tachicardie ventricolari, FV/TV alternativa ad amiodarone, electrical storm (tempesta aritmica)</li>
<li>Controindicazioni: blocco AV avanzato, grave depressione miocardica, allergia anestetici locali amidici</li>
<li>Somministrazione: EV bolo lento, EV infusione, endotracheale (arresto cardiaco, dose ↑)</li>
</ul>
<h5><strong>Atropina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: anticolinergico, aumenta ↑ FC, ↓ tono vagale</li>
<li>Indicazioni: bradicardia sintomatica, blocchi AV vagali, intossicazione acuta da anticolinesterasici o parasimpaticomimetici, organofosforici, carbamate, premedicazione nell’intubazione</li>
<li>Controindicazioni: miastenia grave, BAV sottohissiani, evitare basse dosi (effetto paradosso ↓ FC)</li>
<li>Somministrazione: EV bolo rapido ripetibile, endotracheale (se non accesso venoso)</li>
</ul>
<h5><strong>Adenosina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: blocco transitorio nodo AV, interruzione rientri nodali</li>
<li>Indicazioni: TPSV da rientro nodale, tachicardia a QRS largo sospetta SVT da rientro</li>
<li>Controindicazioni: FA/flutter, asma/BPCO (rischio broncospasmo), bloccho AV avanzato, syndrome del QT lungo (cautela)</li>
<li>Somministrazione: EV bolo rapidissimo seguito da un flush rapido</li>
</ul>
<h5><strong>Solfato Magnesio</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: stabilizzatore di membrana, anti torsioni di punta, stabilizzatore broncospasmo</li>
<li>Indicazioni: torsioni di punta, QT lungo, asma grave/BPCO riacutizzata (supporto), tachiaritmia atriale multifocale, FV con sospetta ipoMG/ipoK</li>
<li>Controindicazioni: blocco AV, insufficienza renale grave (cautela), ipotensione marcata</li>
<li>Somministrazione: EV infusione lenta (≈20 min) con monitorizzazione ECG/PA</li>
</ul>
<h5><strong>Acido Acetilsalicilico</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: antiaggregante ( ↓ trombossano A2)</li>
<li>Indicazioni: sindrome coronarica acuta sospetta o certa</li>
<li>Controindicazioni: allergia ASA/FANS, sanguinamento attivo, stroke sospetto (escludere forma emorragica), ulcera sanguinante recente, alto rischio anafilattico</li>
<li>Somministrazione: orale masticabile, EV (acetilsalicilato di lisina) se non possibile OS</li>
</ul>
<h5><strong>Nitroglicerina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: vasodilatatore venoso e coronarico, ↓ precarico e consume O2</li>
<li>Indicazioni: SCA, edema polmonare cardiogeno, crisi ipertensiva</li>
<li>Controindicazioni: PAS &lt;100 mmHg, FC &gt;100 &lt;60 infarto ventricolo destro, uso recente di inibitori PDE5, cardiomiopatia pertrofica ostruttiva e stenosi aortica, emorragia cerebrale, encefalopatia ipertensiva, shock</li>
<li>Somministrazione: sublinguale spray/compresse , EV infusione titolata, EV piccoli boli in protocolli specifici</li>
</ul>
<h5><strong>Morfina</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: analgesico oppioide, sedativo, venodilatatore (↓ precarico)</li>
<li>Indicazioni: dolore severo, SCA, edema polmonare</li>
<li>Controindicazioni: depressione respiratoria, ipotensione, stato confusionale grave non monitorato</li>
<li>Somministrazione: EV boli lenti titolati (monitoraggio respiratorio e PA)</li>
</ul>
<h5><strong>Salbutamolo</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: β2 stimolante, broncodilatatore, ↓ K+ sierico</li>
<li>Indicazioni: asma, BPCO riacutizzata con broncospasmo, iperkaliemia</li>
<li>Controindicazioni: cautela in tachiaritmie importanti; non prima scelta nel broncospasmo da anafilassi (meglio adrenalina)</li>
<li>Somministrazione: aerosol, EV infusione se necessario</li>
</ul>
<h5><strong>Metilprednisolone</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: cortisonico antiedemigeno, stabilizzatore infiammatorio</li>
<li>Indicazioni: asma, BPCO riacutizzata, anafilassi (farmaco di supporto), reazioni allergiche gravi</li>
<li>Controindicazioni: nessuna assoluta in emergenza</li>
<li>Somministrazione: EV bolo o IM</li>
</ul>
<h5><strong>Ipratropio Bromuro</strong></h5>
<ul>
<li>Azione: broncodilatatore vagolitico,anticolinergico inalatorio</li>
<li>Indicazioni: asma, BPCO riacutizzata, broncospasmo (in associazione al salbutamolo)</li>
<li>Controindicazioni: ipersensibilità al farmaco</li>
<li>Somministrazione: aerosol associato a salbutamolo</li>
</ul>
	<div class="img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y" id="image_785427723">
		<a class="image-lightbox lightbox-gallery" title="" href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/infografia-farmaci-emergenza-2-scaled.jpg">						<div class="img-inner dark" >
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					</div>
						</a>		
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}
</style>
	</div>
	

<style>
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<p>.entry-content {<br />    padding-bottom: 1.5em;<br />    padding-top: 0;<br />}<br />blockquote, dl, figure, form, ol, p, pre, ul {margin-bottom: 10px;<br />}</style>

		</div>
					</div>

	

	<div id="col-1869935177" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 09/02/2026<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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		</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Gestione Avanzata delle vie aeree</title>
		<link>https://eracademy.it/gestione-avanzata-delle-vie-aeree/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 09:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2529</guid>

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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row align-middle"  id="row-2109418015">

	<div id="col-834722476" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
	<div id="text-3856401708" class="text">
		
<p>Airway management strategy<br />Sintesi comparativa dispositivi per la gestione avanzata delle vie aeree</p>
		
<style>
#text-3856401708 {
  font-size: 1.6rem;
}
</style>
	</div>
	
	<div id="gap-950229301" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-950229301 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
<h5><strong>Tubo Endotracheale (ETT)</strong></h5>
<p><strong>Caratteristiche generali</strong></p>
<ul>
<li>Tubo in PVC, disponibile in diverse misure (pediatrico/adulto).</li>
<li>Versioni cuffiate (migliore tenuta) e non cuffiate.</li>
<li>Inserimento mediante <strong>laringoscopia diretta</strong> o strumenti avanzati (videolaringoscopio, fibroscopio, introduttori).</li>
<li>Posizionamento in trachea con protezione totale delle vie aeree.</li>
</ul>
<p><strong>Indicazioni</strong></p>
<ul>
<li>Pazienti in anestesia generale con rischio di aspirazione gastrica.</li>
<li>Ventilazione meccanica prolungata (Terapia Intensiva, emergenze).</li>
<li>Necessità di aspirazione di secrezioni.</li>
<li>Arresto cardiaco e rianimazione avanzata.</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Migliore protezione contro inalazione/aspirazione.</li>
<li>Permette ventilazione a pressione positiva elevata.</li>
<li>Accesso diretto per somministrazione di alcuni farmaci (adrenalina, lidocaina, atropina, naloxone- acronimo ALAN).</li>
<li>Consente monitoraggio affidabile con capnografia.</li>
</ul>
<p><strong>Svantaggi / complicanze</strong></p>
<ul>
<li>Procedura invasiva, richiede formazione ed esperienza.</li>
<li>Rischio di:</li>
</ul>
<p>&#8211; Trauma dentale, laringeo o tracheale.<br />&#8211; Intubazione esofagea o bronchiale selettiva.<br />&#8211; Barotrauma / pneumotorace.</p>
<ul>
<li>Stimolazione vagale, tachicardia, ipertensione, aritmie, laringospasmo.</li>
<li>Necessità di verifiche costanti (auscultazione, capnografia).</li>
</ul>
	<div id="gap-892867422" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-892867422 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
<h5><strong>Maschera Laringea (LMA)</strong></h5>
<p><strong>Caratteristiche generali</strong></p>
<ul>
<li>Dispositivo <strong>sovraglottico</strong> posizionato nel laringofaringe.</li>
<li>Non richiede laringoscopia diretta con facile inserimento.</li>
<li>Vari modelli:</li>
</ul>
<p><strong>&#8211; Classic</strong>: cuffia ad alta compliance.<br /><strong>&#8211; Supreme</strong>: tubo di drenaggio esofageo, curvatura anatomica, blocca-morso.<br /><strong>&#8211; I-GEL</strong>: cuffia in gel senza gonfiaggio, perfetta aderenza anatomica, possibilità di inserimento sondino gastrico.</p>
<p><strong>Indicazioni</strong></p>
<ul>
<li>Ventilazione in anestesia di elezione o emergenza.</li>
<li>Alternative in caso di <strong>difficoltà di intubazione</strong> o impossibilità a ventilare con maschera facciale.</li>
<li>Utilizzo nel paziente adulto e pediatrico con disponibilità di varie misure.</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Inserimento rapido e relativamente sicuro.</li>
<li>Meno invasiva rispetto all’ETT, con minori traumi alle vie aeree.</li>
<li>Possibilità (nei modelli avanzati) di inserire sondino gastrico.</li>
<li>Dispositivi come ILMA/Fastrach permettono anche intubazione attraverso la maschera.</li>
</ul>
<p><strong>Svantaggi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Non protegge completamente dall’aspirazione gastrica</strong>.</li>
<li>Non adatta per ventilazione a lungo termine (&gt;4h).</li>
<li>Inefficace in presenza di alta pressione ventilatoria o compliance polmonare ridotta.</li>
</ul>
	<div id="gap-661519514" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-661519514 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
<h5><strong>Tubo Laringeo (LT)</strong></h5>
<p><strong>Caratteristiche generali</strong></p>
<ul>
<li>Dispositivo <strong>sovraglottico a doppio lume</strong>.</li>
<li>Due cuffie a bassa pressione:</li>
</ul>
<p><strong>&#8211; Prossimale</strong>: sigilla il faringe.<br /><strong>&#8211; Distale</strong>: sigilla l’esofago.</p>
<ul>
<li>Aperture:</li>
</ul>
<p>&#8211; Una davanti alle corde vocali per ventilazione.<br />&#8211; Una in esofago per sondino gastrico.</p>
<p><strong>Indicazioni</strong></p>
<ul>
<li>Gestione rapida in emergenza, anche da personale con minore esperienza.</li>
<li>Alternativa a ETT o LMA quando l’intubazione è difficile o fallita.</li>
<li>Consente aspirazione gastrica.</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Inserimento semplice, anche alla cieca, senza necessità di laringoscopia.</li>
<li>Tenuta efficace grazie alle cuffie anatomiche.</li>
<li>Permette drenaggio gastrico con riduzione rischio rigurgito/aspirazione.</li>
<li>Più stabile di una LMA tradizionale in emergenza.</li>
</ul>
<p><strong>Svantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Ingombrante e meno tollerato nel lungo periodo.</li>
<li>Protezione da inalazione inferiore a quella di un ETT.</li>
<li>Posizionamento non sempre efficace in anatomie particolari (es. pazienti obesi).</li>
<li>Necessità di monitoraggio continuo per rischio dislocazione.</li>
</ul>
	<div id="gap-1639952975" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-1639952975 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
<h5><strong>Cricotirotomia con ago</strong></h5>
<p><strong>Caratteristiche generali</strong></p>
<ul>
<li>Accesso tracheale temporaneo tramite inserimento di un ago/catetere nella membrana cricotiroidea.</li>
<li>Permette ossigenazione ma non ventilazione efficace.</li>
</ul>
<p><strong>Indicazioni</strong></p>
<ul>
<li>Ostruzione completa vie aeree superiori.</li>
<li>Fallimento intubazione e ventilazione.</li>
<li>Situazioni di emergenza estrema.</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Rapida, relativamente semplice, salva-vita.</li>
<li>Richiede poco materiale (ago grosso, catetere, ossigeno).</li>
</ul>
<p><strong>Svantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Uso temporaneo.</li>
<li>Non elimina CO₂ in modo adeguato.</li>
<li>Rischio: barotrauma, enfisema sottocutaneo, lesioni tracheali.</li>
</ul>
	<div class="img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y" id="image_500913974">
		<a class="image-lightbox lightbox-gallery" title="" href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-scaled.jpeg">						<div class="img-inner dark" >
			<img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-scaled.jpeg" class="attachment-original size-original" alt="info gestione vie aeree 1025 scaled" srcset="https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-scaled.jpeg 2560w, https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-300x225.jpeg 300w, https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-1024x768.jpeg 1024w, https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-768x576.jpeg 768w, https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-1536x1152.jpeg 1536w, https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-gestione-vie-aeree-1025-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" title="Gestione Avanzata delle vie aeree 8">						
					</div>
						</a>		
<style>
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}
</style>
	</div>
	

<style>
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<p>.entry-content {<br />    padding-bottom: 1.5em;<br />    padding-top: 0;<br />}<br />
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}</style>

		</div>
					</div>

	

	<div id="col-2121030059" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 11/12/2025<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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		</div>
					</div>

	
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Incidente Grave: M-ETHANE</title>
		<link>https://eracademy.it/incidente-grave-m-ethane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 09:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2516</guid>

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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row align-middle"  id="row-145841881">

	<div id="col-188847323" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
	<div id="text-47884202" class="text">
		
<p><strong>Cos&#8217;è un incidente grave</strong></p>
		
<style>
#text-47884202 {
  font-size: 1.4rem;
}
</style>
	</div>
	
<p>Un incidente grave è un evento che supera la normale capacità operativa dei servizi di emergenza. Può derivare da:</p>
<ul>
<li>Numerose vittime</li>
<li>Feriti gravi</li>
<li>Tipologie di rischio complesse o non comuni (es. incidenti CBRN: chimici, biologici, radiologici, nucleari)</li>
<li>Situazioni logistiche difficili, come posizioni isolate o aree ad accesso limitato</li>
</ul>
<p>Esempi pratici: disastri naturali, esplosioni, attentati, incidenti ferroviari o aerei, sparatorie, eventi con sostanze pericolose.</p>
<p>La gestione di tali eventi richiede un approccio interforze e coordinato, fondato su:</p>
<ul>
<li>Comando e controllo</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Sicurezza per operatori e civili</li>
</ul>
	<div id="gap-1212751500" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-1212751500 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
	<div id="text-4208343118" class="text">
		
<p><strong>Il protocollo M/ETHANE</strong></p>
		
<style>
#text-4208343118 {
  font-size: 1.4rem;
}
</style>
	</div>
	
<p>Il protocollo METHANE è uno standard operativo usato per comunicare rapidamente e in modo uniforme informazioni essenziali sugli incidenti. È adottato da servizi di emergenza come polizia, vigili del fuoco, sanitari e protezione civile.</p>
<p><strong>Significato dell&#8217;acronimo METHANE:</strong></p>
<table>
<thead>
<tr>
<td><strong>Lettera</strong></td>
<td><strong>Significato</strong></td>
<td><strong>Spiegazione operativa</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>M</strong></td>
<td><em>Incidente Maggiore?</em></td>
<td>Verificare se l’evento va classificato come incidente grave e richiede risorse extra.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>E</strong></td>
<td><em>Esatta Posizione</em></td>
<td>Fornire indirizzi, coordinate GPS o riferimenti locali per localizzare l’evento.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>T</strong></td>
<td><em>Tipo di Incidente</em></td>
<td>Specificare se si tratta di incidente stradale, crollo, attentato, fuga chimica, ecc.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>H</strong></td>
<td><em>Pericoli</em></td>
<td>Identificare rischi noti o potenziali: incendi, esplosioni, agenti tossici, ecc.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>A</strong></td>
<td><em>Accesso</em></td>
<td>Indicare percorsi di entrata/uscita sicuri e punti di raccolta.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>N</strong></td>
<td><em>Numero di Vittime</em></td>
<td>Stimare il numero e la gravità dei feriti e se ci sono persone intrappolate o decedute.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>E</strong></td>
<td><em>Servizi di Emergenza</em></td>
<td>Segnalare quali enti sono sul posto o necessari (ambulanze, elicotteri, unità NBCR).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Nota</strong>: se l’incidente non raggiunge la soglia di gravità, si usa la versione abbreviata <strong>ETHANE</strong>.</p>
	<div id="gap-946222678" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
#gap-946222678 {
  padding-top: 30px;
}
</style>
	</div>
	
	<div id="text-2907116255" class="text">
		
<p><strong>La distinzione tra M-ETHANE e ETHANE</strong></p>
		
<style>
#text-2907116255 {
  font-size: 1.4rem;
}
</style>
	</div>
	
<p>Il testo distingue tra <strong>ETHANE</strong> (usato per incidenti minori) e <strong>M-ETHANE</strong>, che aggiunge il parametro &#8220;M&#8221; per identificare e dichiarare l’incidente come “grave”. Questa distinzione è importante perché:</p>
<ul>
<li>Attivare una risposta di “incidente grave” comporta l’impiego di risorse straordinarie.</li>
<li>Permette alle centrali operative di attuare protocolli di emergenza adeguati, in termini di uomini, mezzi e priorità.</li>
</ul>
	<div id="gap-998827478" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
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}
</style>
	</div>
	
<p><strong>Applicazione operativa</strong></p>
<ul>
<li>Le prime squadre sul posto devono valutare la sicurezza e trasmettere il messaggio METHANE che attiva il coordinamento iniziale.</li>
<li>La raccolta rapida di informazioni accurate favorisce una risposta mirata e tempestiva da parte delle centrali operative.</li>
<li>I dati METHANE possono essere aggiornati in tempo reale per adattarsi all&#8217;evoluzione dell’evento.</li>
</ul>
	<div id="gap-856471082" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
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}
</style>
	</div>
	
<p><strong>Criticità e benefici</strong></p>
<p><strong>Criticità comuni:</strong></p>
<ul>
<li>Difficoltà nella comunicazione tra enti</li>
<li>Errori nella valutazione iniziale del rischio</li>
<li>Mancanza di aggiornamenti in tempo reale</li>
</ul>
<p><strong>Benefici dell’uso del METHANE:</strong></p>
<ul>
<li>Unificazione del linguaggio operativo</li>
<li>Migliore consapevolezza situazionale condivisa</li>
<li>Decisioni più rapide ed efficaci</li>
<li>Maggiore tutela per operatori e cittadini</li>
</ul>
	<div id="gap-20203861" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
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}
</style>
	</div>
	
<p><strong>Integrazione con strumenti moderni</strong></p>
<p>Oltre alle comunicazioni verbali, oggi si integrano strumenti come:</p>
<ul>
<li>what3words: per localizzare esattamente l&#8217;incidente con tre parole chiave</li>
<li>sistemi GIS e cartografia interattiva</li>
<li>piattaforme digitali condivise tra forze di pronto intervento</li>
</ul>
	<div id="gap-513242318" class="gap-element clearfix" style="display:block; height:auto;">
		
<style>
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</style>
	</div>
	
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>L’adozione del protocollo <strong>M/ETHANE</strong> rappresenta un pilastro nella gestione degli incidenti complessi:</p>
<ul>
<li>Fornisce una struttura universale, semplice ed efficace.</li>
<li>Potenzia la collaborazione tra enti.</li>
<li>Migliora la tempistica e qualità della risposta, contribuendo alla riduzione di vittime e danni.</li>
</ul>
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		<a class="image-lightbox lightbox-gallery" title="" href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-methane-0925-2-originale-scaled.jpeg">						<div class="img-inner dark" >
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						</a>		
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	</div>
	

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		</div>
					</div>

	

	<div id="col-1927479433" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 11/12/2025<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
<a href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/info-methane-0925-2-originale-scaled.jpeg" target="_blank" class="button primary is-outline lowercase" rel="noopener" >
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		</div>
					</div>

	
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Acronimi Valutativi</title>
		<link>https://eracademy.it/acronimi-valutativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 09:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2481</guid>

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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row align-middle"  id="row-516253798">

	<div id="col-339193343" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
	<div id="text-1727197539" class="text">
		
<p>Anamnesi mirata (AMPLE/SAMPLE)</p>
		
<style>
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</style>
	</div>
	
<p>Nel caso di patologie tempo-dipendenti o che richiedono interventi specifici, è importante acquisire informazioni anamnestiche direttamente dal paziente o da chiunque ne conosca realmente la storia clinica.</p>
<p>La raccolta dati anamnestici, soprattutto in fase extraospedaliera, deve essere limitata a poche ma fondamentali informazioni, cioè quelle che possono in qualche maniera modificare la destinazione del ferito o l’approccio terapeutico in emergenza.</p>
<p>Le informazioni che è prioritario raccogliere vengono espresse attraverso l’acronimo <strong>S-AMPLE</strong>:</p>
<p><strong>S</strong>: descrizione dei segni e sintomi presentati dal paziente</p>
<p><strong>A</strong>: allergie a eventuali farmaci o presidi (es. aspirina, guanti in lattice, etc.)</p>
<p><strong>M</strong>: assunzione di eventuali medicine per patologie pregresse (beta-bloccanti, anticoagulanti, antiaggreganti, ecc.); alcuni farmaci possono aumentare il rischio di mortalità in determinate patologie</p>
<p><strong>P</strong>: pregressa storia medica del paziente (es. cardiopatia ischemica, diabete, patologie respiratorie, ecc.); eventuali gravidanze in atto (<em>Pregnancy</em>)</p>
<p><strong>L</strong>: ultimo pasto, indicatore importante qualora il paziente debba andare incontro a una gestione avanzata delle vie aeree</p>
<p><strong>E</strong>: eventi che hanno preceduto l’episodio stesso; meccanismo di lesione</p>
<p>La raccolta dati anamnestici viene fatta nella valutazione secondaria, ma può essere anticipata qualora alcune azioni terapeutiche debbano essere prese in funzione della storia clinica del paziente.</p>
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	</div>
	
	<div id="text-552471296" class="text">
		
<p>Valutazione respiratoria</p>
		
<style>
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</style>
	</div>
	
<p>La valutazione respiratoria in emergenza segue, per praticità temporale, alcuni punti fondamentali volti a stabilire la presenza di criticità che necessitino strategie terapeutiche immediate.</p>
<p>L’acronimo <strong>OPACS</strong> rappresenta uno strumento all’interno della valutazione primaria (A<strong>B</strong>CDE), nello specifico nella fase B-Breathing, in grado di valutare la respirazione e la ventilazione:</p>
<p><strong>O – Osserva</strong></p>
<ul>
<li>carattere del respiro: se difficoltoso (<em>dispnea</em>) o agonico (<em>gasping</em>)</li>
<li>espansione toracica: presenza di simmetria o asimmetria dei due emitoraci</li>
</ul>
<p><strong>P – Palpa</strong></p>
<ul>
<li>presenza di lesioni ossee (penetranti, volet costali o sternali)</li>
<li>presenza di crepitio (suggestivo di enfisema sottocutaneo)</li>
</ul>
<p><strong>A – Ausculta</strong></p>
<ul>
<li>rapida auscultazione per valutare la presenza di murmure vescicolare</li>
</ul>
<p><strong>C – Conta</strong></p>
<ul>
<li>frequenza respiratoria (polipnea &gt;29 atti/min o bradipnea &lt;8 atti/min)</li>
</ul>
<p><strong>S – Saturimetria</strong></p>
<ul>
<li>rilevazione della saturazione periferica di O₂ (parametro di allarme quando SpO₂ &lt; 90%); è importante contestualizzare le condizioni respiratorie precedenti del paziente ed eventuali situazioni che possano alterare questo parametro</li>
</ul>
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		<a class="image-lightbox lightbox-gallery" title="" href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/ACRONIMI-VALUTATIVI-1125-2-scaled.jpeg">						<div class="img-inner dark" >
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					</div>

	

	<div id="col-1074666570" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 11/12/2025<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terapia Elettrica: l’energia che salva la vita</title>
		<link>https://eracademy.it/terapia-elettrica-lenergia-che-salva-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 17:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2429</guid>

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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row align-middle"  id="row-1962674146">

	<div id="col-1343997273" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Le terapie elettriche comprendono la defibrillazione, la cardioversione sincronizzata e il TCP. É fondamentale che per l’erogazione di energia si disponga del giusto presidio elettromedicale.</p>
<p><strong>Defibrillazione </strong>può essere automatica esterna se eseguita attraverso DAE (defibrillatore automatico esterno) con l’applicazione di placche sul torace del paziente, l’interpretazione del ritmo cardiaco da parte del DAE e la scarica o shock (se necessario) erogata dal Defibrillatore per mezzo dell’operatore.<br />
Defibrillazione manuale comporta il posizionamento delle piastre o placche sul torace del paziente, l’interpretazione del ritmo cardiaco da parte del professionista sanitario addestrato e infine (se indicato) l’impostazione dell’energia con conseguente shock.<br />
<em>Questa terapia è indicata nell’ACC da TV senza polso o FV.<br />
</em><em>Per le modalità operative avvalersi delle procedure BLSD o ACLS</em></p>
<p><strong>Cardioversione Sincronizzata<br />
</strong>Terapia elettrica in cui la scarica viene temporizzata o programmata in modo tale che la sua erogazione avvenga al momento della depolarizzazione dei ventricoli (ovvero, durante il complesso QRS).<br />
La modalità operativa prevede l’esecuzione di un tracciato ECG a 12 derivazioni ai fini diagnostici, l’identificazione del ritmo cardiaco sul monitor e conseguente monitoraggio, l’eventuale somministrazione di O2, accesso EV e sedazione (se il paziente è cosciente), l’attivazione del pulsante ’SINC’, la ricerca dei marker sull’onda R (indicano la modalità di sincronizzazione), selezione dell’energia, carica e shock mediante placche o piastre.<br />
Una volta erogato lo shock ricontrollare la traccia ECG del paziente.<br />
<em>Questa terapia è consigliata per pazienti con polso e tachiaritmie instabili come TSV instabile, FA instabile, FluHer atriale instabile.<br />
</em><em>Per le modalità operative avvalersi delle procedure ACLS.</em></p>
<p><strong><em>Pacing Transcutaneo (TCP)<br />
</em></strong>Consiste nell’utilizzo della stimolazione elettrica attraverso apposite placche adesive posizionate sul torace del paziente al fine di stimolare la contrazione del cuore.<br />
La modalità operativa prevede l’esecuzione di un tracciato ECG al fine di verificare la presenza di un ritmo stimolabile attraverso pacing e conseguente monitoraggio, l’erogazione di O2 (se indicato) e il reperimento EV.<br />
Seguono il posizionamento delle placche sul torace del paziente, l’accensione della funzione ‘Pacing’, l’impostazione della frequenza desiderata da 60 a 80 bpm (regolandola poi in base alla risposta clinica del paziente una volta avviata la stimolazione), la regolazione della corrente di uscita [mA] fino ad osservare la comparsa di uno spike prima di ogni complesso QRS (segno di cattura).<br />
Una volta eseguita la ‘cattura elettrica’ è consigliabile valutare la ‘cattura meccanica’ valutando e palpando il polso femorale, il polso brachiale o il polso radiale.<br />
La frequenza del polso palpato nel paziente deve essere almeno uguale a quella del pacemaker. In ultimo allo scopo di rendere la procedura meno dolorosa e fastidiosa nel paziente cosciente si consiglia la somministrazione di sedativi e analgesici.<br />
<em>Questa terapia rappresenta un sistema temporaneo d’emergenza ed è consigliata nella bradicardia emodinamicamente instabile, bradicardia sintomatica refrattaria a terapia con atropina, BAV (di 2 grado tipo II e 3 grado).<br />
</em><em>La TCP è controindicata in caso di ipotermia grave.<br />
</em><em>Per le modalità operative avvalersi delle procedure ACLS.</em></p>

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		</div>
					</div>

	

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<p>Aggiornato: 30/12/2024<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
<a href="https://eracademy.it/wp-content/uploads/terapia-elettrica.pdf" target="_blank" class="button primary is-outline lowercase" rel="noopener" >
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			</item>
		<item>
		<title>Ossigeno terapia e dispositivi di somministrazione</title>
		<link>https://eracademy.it/ossigeno-terapia-e-dispositivi-di-somministrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 17:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2418</guid>

					<description><![CDATA[<p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it/ossigeno-terapia-e-dispositivi-di-somministrazione/">Ossigeno terapia e dispositivi di somministrazione</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it">ER Academy</a>.&lt;/p&gt;</p>
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<p>Nella somministrazione di O2 è importante considerare un aspetto fondamentale che l’ossigeno è un farmaco (D. Lgs. 219/06) e che quindi è soggetto ad indicazioni, prescrizione, controindicazioni e possibili effe? collaterali e di sovradosaggio.</p>
<p>Quali sono i pazien7 che necessitano di Ossigenoterapia?<br />
Le indicazioni per la somministrazione di O2 supplementare comprendono l’ipossiemia clinicamente significativa, l’insuff. cardiaca, la dispnea, la cianosi o la presenza di altri fattori di alto rischio per ipossiemia.<br />
Nel trattamento immediato di pazienti critici è importante in prima istanza correggere l’eventuale ipossiemia, per questo O2 va somministrato ad alte dosi con l’obiettivo di raggiungere una SO2 del 94-98%.<br />
Nei pazienti con insufficienza respiratoria ipossiemico-ipercapnica il target di SO2 dovrà mantenersi su 88-92% per evitare di incorrere nella carbonarcosi con rischio di arresto respiratorio.<br />
Nei pazienti con insuff. respiratoria cronica l’utilizzo di O2 è riservato ai pazienti che presentano un’ipossiemia persistente.<br />
Inoltre, nella somministrazione di O2 è importante avvalersi di strumenti come il saturimetro utile per conoscere l’ossigenazione e/o l’emogasanalisi utile nel valutare la ventilazione, identificare la causa del disturbo e monitorizzare l’andamento di risposta all’ossigenoterapia.</p>
<p>Ossigeno terapia<br />
La somministrazione di O2 puoi avvenire mediante sistemi portatili (bombole) o tramite rete centralizzata con dispositivi a muro.<br />
I componenti che fanno parte dell’ossigenoterapia sono la presenza del regolatore per poter erogare l’esatta quantità di O2 (litri/minuto), il manometro che ne indica la pressione o l’ammontare di O2 all’interno della bombola, il flussimetro che indica il flusso gassoso in L/min.<br />
Altri presidi che completano l’erogazione di O2 sono i dispositivi di umidificazione utili per flussi &gt; 2L/min che aggiungono vapore acqueo all’ossigeno da inspirare e riducono la disidratazione delle mucose respiratorie.</p>
<p>Presidi di somministrazione O2<br />
Nei presidi di somministrazione O2 distinguiamo sistemi a basso flusso (O2 viene somministrato con tubo di piccolo calibro) es. cannule nasali, maschera facciale vengono utilizzati per pazienti con FR &lt; 25 a? resp./min, respiro regolare e costante. Sistemi ad alti flussi rappresentano un metodo preciso e sicuro per controllare la FiO2 indipendentemente dallo stato respiratorio del paziente es. maschera di Venturi.</p>
<p>Cannule Nasali: sistema di somministrazione O2 a basso flusso, semplice e comodo, permette al paziente di mangiare e parlare, nessuna ri-respirazione dell’aria espirata. Presentano lo svantaggio della facile dislocazione e che le vie nasali devono essere pervie. Inoltre, non dovrebbero essere usate per lungo tempo con flussi &gt; 6 L/min.</p>
<p>Maschera semplice: garantisce concentrazioni più elevate di O2 (fino al 60%) ma impedisce l’alimentazione e l’espettorazione, può essere utilizzata solo nei pazienti in grado di respirare spontaneamente. È dotata di aperture laterali per ridurre il rebreathing e per garantire l’ingresso di aria ambiente.<br />
Il suo utilizzo deve tenere conto di un flusso di O2 &gt; 5 L/min in modo da consentire il deflusso dalla maschera di CO2 espirata dal paziente.</p>
<p>M. reservoir non rebreather: è costituita da un serbatoio (reservoir) e da una valvola unidirezionale interposta tra la maschera e il serbatoio e una linguetta posta su una delle porte di espirazione su un lato della maschera impedendone l’inspirazione dell’aria ambiente. Inoltre, favorisce concentrazioni di O2 erogato &gt; rispetto cannule nasali, maschera facciale, m. reservoir a parziale rebreather.</p>
<p>M. reservoir a parziale rebreather: è dotata di un serbatoio dove si raccoglie l’ossigeno e questo permette elevate FiO2 (fino al 90%). Circa 1/3 del volume espirato penetra nel reservoir e questo determina un rirespiro di CO2 (per questo si definiscono a parziale rebreathing). Erogano concentrazioni di O2 &gt; rispetto alle cannule nasali.</p>
<p>M. di Venturi: eroga precise concentrazioni di ossigeno, inoltre le concentrazioni di O2 variano dal 24% al 60% e sono fornite da tubi di grosso calibro e da adattatori calibrati. Gli adattatori consentono di miscelare l’ossigeno con aria ambiente aspirata attraverso i fori laterali.<br />
I colori diversi definiscono differenti FiO2.</p>
<p>Tenda facciale: possono sostituire le maschere per O2 quando i pazienti non sono in grado di utilizzare metodi standard di somministrazione dell&#8217;ossigeno a causa di lesioni facciali o interventi chirurgici. Inoltre, 0le tende facciali forniscono diverse concentrazioni di O2.</p>
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				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 11/11/2024<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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		<item>
		<title>Team Work In Emergenza/Urgenza</title>
		<link>https://eracademy.it/team-work-in-emergenza-urgenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 16:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2403</guid>

					<description><![CDATA[<p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it/team-work-in-emergenza-urgenza/">Team Work In Emergenza/Urgenza</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it">ER Academy</a>.&lt;/p&gt;</p>
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<p>L’esperienza ha dimostrato come durante la gestione di una scena di soccorso extraospedaliero e/o il trattamento di un’emergenza intraospedaliera si possano verificare errori che aumentino il tempo di cura del paziente e il rischio di eventi avversi da parte dei membri del Team.<br />
Alcune di queste cause sono imputabili, ad esempio, alla mancata conoscenza e condivisione di procedure comuni, la scarsa comunicazione tra i membri della squadra, l’impatto emotivo, la mancata consapevolezza dei propri limiti e le definizioni di ruoli e responsabilità chiari tra i membri del Team.<br />
È essenziale quindi che nella gestione e organizzazione di uno scenario clinico da parte del Team Work siano presenti elementi che favoriscano l’efficacia delle prestazioni:</p>
<p>&#8211; <strong>Ruoli e responsabilità chiari</strong>: ogni membro della squadra deve conoscere il proprio ruolo e le proprie responsabilità, ai fini dell’efficienza il team leader deve delegare con chiarezza i compiti.</p>
<p>&#8211; <strong>Consapevolezza dei propri limiti: </strong>tutti i membri del gruppo devono conoscere i propri limiti e le proprie capacità, compreso il team leader. I membri di un team devono prevedere le situazioni in cui potrebbero aver bisogno di assistenza e informare il team leader.</p>
<p>&#8211; <strong>Interventi costruttivi: </strong>durante la gestione di un caso clinico chiunque faccia parte di una squadra potrebbe dover intervenire su un’azione inappropriata di un altro membro. In tal caso evitare contrasti, porsi con tatto verso l’altro membro, effettuare il debriefing in un secondo momento.</p>
<p>&#8211; <strong>Rispetto reciproco</strong>: i Team Work si rispettano a vicenda e lavorano insieme in modo unito e solidale. É importante mettere da parte l’ego e mostrare rispetto durante la gestione del caso clinico, indipendentemente da qualsiasi ulteriore formazione o esperienza che specifici membri del gruppo possano avere. Inoltre, è essenziale mostrare interesse e ascoltare ciò che dicono gli altri, parlare con un tono di voce amichevole e controllato</p>
<p>&#8211; <strong>Comunicazione efficace: </strong>è importante sapere <em>cosa comunicare-</em>condivisione delle conoscenze, chiedere suggerimenti su interventi, accettare informazioni che migliorano il ruolo di un membro del gruppo. <em>Come comunicare</em>-utilizzare la comunicazione a circuito chiuso avvalendosi dello strumento del feedback una volta passato un messaggio, verificare il completamento dell’incarico prima dell’assegnazione di un nuovo compito.<br />
<em>Messaggi chiari</em>-utilizzare una comunicazione coincisa utilizzando un linguaggio specifico, chiaro e con voce controllata.</p>
<p>&#8211; <strong>Riepilogo e Rivalutazione</strong>: consiste nel monitorare e rivalutare gli interventi, i rilievi della valutazione e lo stato clinico del paziente da parte del Team Leader. Quest’ultimo comunicherà periodicamente queste informazioni al gruppo annunciando le eventuali fasi successive.<br />
Questa fase è essenziale per impostare una strategia dinamica che tenga conto dei cambiamenti di scenario.</p>
<p>&#8211; <strong>Debrifing</strong>: è fondamentale avvalersi al fine scenario di una discussione tra Team Leader e i membri del Team sugli aspetti positivi e negativi del caso migliorando le prestazioni e agendo su fattori quali: Tempistica (riduzione del tempo di risposta); Qualità (garantire prestazioni efficienti e monitorizzare i feedback); Coordinamento (la squadra lavora verso un obiettivo comune nella competenza dei loro ruoli); Gestione (Leadership, miglioramento continuo della qualità della squadra).</p>
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	<div id="col-1410873125" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Aggiornato: 10/10/2024<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: per tutti<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valutazione Primaria del trauma  (C-ABCDE)</title>
		<link>https://eracademy.it/valutazione-primaria-del-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[copywriter]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 13:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eracademy.it/?p=2373</guid>

					<description><![CDATA[<p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it/valutazione-primaria-del-trauma/">Valutazione Primaria del trauma &lt;/br&gt; (C-ABCDE)</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://eracademy.it">ER Academy</a>.&lt;/p&gt;</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row align-middle"  id="row-338345849">

	<div id="col-977221042" class="col small-12 large-12"  >
				<div class="col-inner"  >
			
			
<p>Le lesioni traumatiche rimangono una delle principali cause di morte sotto i 40 anni a livello internazionale e di invalidità permanente per le persone che sopravvivono.</p>
<p>É importante quindi considerare una strategia di gestione che sia standardizzata, rapida e che assicuri al paziente una stabilizzazione definitiva nei tempi più brevi (Golden Hour).</p>
<p>La Valutazione Primaria (Primary Survey) rappresenta uno degli aspetti fondamentali, dopo la valutazione della scena, di approccio che il soccorritore deve conoscere nella gestione e trattamento del trauma extraospedaliero e intraospedaliero.</p>
<p>Tale metodo, infatti, consente tempestivamente di focalizzare le criticità presenti sul paziente vittima di trauma, prevedere l’evoluzione di eventuali danni, consentire trattamenti immediati d’emergenza.</p>
<p>I passaggi sono espressi dalla sequenza C-ABCDE</p>
<p>CEM: controllo dell’emorragia esterna massiva potenzialmente letale attraverso compressione diretta, wound packing, tourniquet o altri mezzi di Bleed Control.</p>
<p>A- Airway: consente la valutazione delle vie aeree (verifica la presenza di eventuale ostruzione, gorgoglio, stridore o silenzio respiratorio) garantendo la pervietà delle vie aeree in base alle competenze. Immobilizza correttamente il rachide cervicale e somministra ossigeno.</p>
<p>B- Breathing: consente di valutare l’attività respiratoria e la ventilazione, inoltre identifica le eventuali alterazioni respiratorie che possono causare morte se non trattate precocemente (PNX).<br />
L’acronimo OPACS permette una sequenziale analisi dell’alterazioni in fase B (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto FR, rilevo SO2).</p>
<p>C-Circulation: permette di valutare l’attività circolatoria (FC, PA, refill capillare, colorito cute, temperatura), di ricercare segni Shock (es. emorragico) e di verificare il controllo dell’emorragia eseguito precedentemente in fase CEM.</p>
<p>D-Disability: consente la valutazione degli eventuali deficit neurologici (sensitivi/motori), pupille (isocoria, miosi, anisocoria, midriasi), stato di coscienza (GCS, AVPU).<br />
Nel caso di alterazione della coscienza è consigliata la rilevazione della Glicemia.</p>
<p>E-Exposure: la valutazione in questa fase deve essere rapida e incentrata sull’esposizione di eventuali lesioni ad immediato rischio.<br />
L’esame viene condotto cercando di mobilizzare il meno possibile la vittima partendo dalla testa e finendo con i piedi. Inoltre, viene garantita la protezione termica dall’ipotermia.</p>
<p>In ultimo è importante ricordare come la valutazione primaria sia un processo dinamico e che quindi cambia con la gravità del paziente.</p>
<p>Per questo è fondamentale una rivalutazione continua in base alle condizioni cliniche generali del paziente o semplicemente stabilire l’efficacia di un trattamento.</p>
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<p>Aggiornato: 3/09/2024<br />
Sviluppato da: ER-Academy<br />
Documento di interesse: specifico<br />
Relatore: Mattia Bruni</p>
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